SSE #108 Una
colazione ad alto apporto di carboidrati migliora la performance sportiva?
Clyde Williams,
PhD, FACSM; David Lamb, PhD, FACSM
PREMESSA
Il senso di stanchezza che si
avverte durante l’attività sportiva prolungata viene generalmente
associato all’esaurimento delle
riserve di glicogeno muscolare.
Consumare un pasto ad alto
contenuto di carboidrati 2-4 ore prima di un’attività costante può aiutare a
migliorare la capacità di resistenza (il tempo che rimane prima dell’esaurimento
completo delle forze) ma può risultare svantaggioso con le prove a tempo,
soprattutto se non si fa uso di sports drink.
Contrariamente ad altri studi
sull’argomento, non sono emerse controindicazioni al consumo di bevande con
carboidrati nelle ore che precedono l’attività.
INTRODUZIONE
ALIMENTAZIONE A BASE DI CARBOIDRATI PRIMA DELL’ATTIVITA’
SPORTIVA
Molti laboratori di ricerca e
studi sul campo pubblicati negli ultimi vent’anni raccomandano agli atleti di
consumare un pasto ad elevato contenuto di carboidrati nelle ore che precedono
una gara di resistenza, per aumentare le riserve di glicogeno nel fegato e nel
muscolo e migliorare la performance. Tali raccomandazioni si basano sulla
convinzione che: a) dopo una notte di digiuno, le riserve di glicogeno nel
fegato – fonte di glucosio nel sangue – si riducono ai minimi
valori e b) un pasto ad elevato apporto di carboidrati aiuta a ripristinare le
riserve di glicogeno nel fegato e nel muscolo. Come già più volte appurato, una
riduzione grave di glicogeno muscolare (Bergstrom et al., 1967) e/o di glucosio
nel sangue (che deriva dal glucosio nel fegato) (Coyle & Coggan, 1984)
viene solitamente associata all’insorgenza della fatica fisica. Perciò, non
deve sorprendere che l’aumento delle riserve di glicogeno ritardi la comparsa
della fatica fisica. L’articolo pubblicato su Sports Science Exchange (Williams & Lamb, SSE #107, 2008) ha come tema le
diete ad alto contenuto di carboidrati - compresi i programmi di carico di carboidrati - per recuperare le riserve
di glicogeno muscolare e migliorare le prove di resistenza. Le ricerche hanno
inoltre confermato che il consumo di pasti con carboidrati (2.5 g/kg di massa
corporea) tre ore prima dell’attività aumentino le concentrazioni di glicogeno
nel muscolo dell’11-17% (Chryssanthopoulos et al., 2004; Wee et al., 2005).
Prendendo i dati relativi a due differenti esperimenti, la Figura 1 mostra le
concentrazioni di glicogeno muscolare prima e dopo avere un pasto ad alto
contenuto di carboidrati. Dato che i soggetti in entrambi gli studi prendevano
la stessa quantità di carboidrati in pasti simili, le differenze nella
concentrazione di glicogeno a riposo e tre ore dopo mangiato (vedi la figura)
possono essere dovute alla tipologia dell’atleta: nel primo esperimento,
corridori allenati (Wee et al., 2005) e nel secondo atleti meno in forma
(Chryssanthopoulos et al., 2004).

FIGURA : Concentrazione di glicogeno
muscolare 3 ore dopo una colazione ad alto apporto di carboidrati. I valori del glicogeno risultavano significativamente più
elevati dopo la colazione. (Chryssanthopoulos et al., 2004; Wee et al., 2005)
Non
tutti i carboidrati consumati in un pasto precedente all’allenamento si
trasformano in glicogeno muscolare dato che una gran parte viene depositata nel
fegato e un po’ può trattenersi nel tratto gastrointestinale, al momento della digestione e
dell’assorbimento, (Hultman & Nilsson, 1971). Abbiamo buone ragioni per
raccomandare agli atleti il consumo di cibi facilmente digeribili ad alto
contenuto di carboidrati prima di un esercizio prolungato e faticoso. Tuttavia,
la questione che ovviamente ci si pone è la seguente: “Una colazione con molti
carboidrati migliora la prestazione degli allenamenti successivi?” In funzione
di ciò l’intento di questo articolo è quello di raccogliere gli articoli
presenti in letteratura su tale questione.
LIMITI DELLE RICERCHE PUBBLICATE
Le
indicazioni date agli atleti di consumare carboidrati prima dell’attività
fisica si basano su una quantità di studi che analizzano la capacità di
resistenza (tempo precedente all’esaurimento forze) nel ciclismo e, più
raramente, nella corsa.
Come
sappiamo, i test sulla capacità di resistenza impongono agli atleti di pedalare
a una potenza costante fino a raggiungere il punto di fatica, cioè quando non
si può più mantenere la stessa frequenza di pedalata, oppure di correre a un
passo stabilito più a lungo possibile. Negli eventi sportivi, esistono poche
competizioni che richiedono ai partecipanti di pedalare o di correre più
possibile. La maggioranza delle gare di resistenza richiede ai partecipanti di
portare a compimento una distanza standard nel minor tempo possibile, come una
prova a tempo oppure, come negli sport di squadra tipo calcio e pallacanestro,
di esercitarsi in maniera intermittente e intensa in un dato periodo di tempo.
Sfortunatamente però, esistono solo pochi studi che hanno preso in esame la
resistenza con prove a tempo determinato o esercizi intermittenti. Anche quelli
che sono disponibili riportano raramente l’attendibilità del ‘test-retest’
nelle loro metodologie. Altri limiti sono l’esiguo numero di soggetti
comunemente utilizzati negli studi e la penuria di esperimenti fatti sulle
donne. Inoltre, quando vengono prescritti pasti che utilizzano generalmente
cibi pronti, è facile mascherare la composizione delle pietanze; tale limite
risulta problematico da superare. Le abitudini alimentari di una persona
possono avere un’influenza significativa sul risultato di uno studio di questo
genere e tuttavia resta estremamente difficile stabilire con precisione la
storia alimentare dei partecipanti. In alcune ricerche, gli autori riferiscono
che il pasto controllato veniva somministrato 3-5 ore dopo un altro pasto non
ben definito, quindi risultava difficile valutare l’influenza
dell’alimentazione sulle prove successive. Tuttavia, anche se con alcuni
limiti, la maggioranza degli studi pubblicati ci fa ben comprendere l’influenza
dell’alimentazione sulla performance sportiva.
ANALISI DELLA RICERCA
CONSUMO DI CARBOIDRATI 1,5-4 ORE
PRIMA DELL’ESERCIZIO SENZA INTEGRAZIONE DURANTE L’ATTIVITA’: EFFETTI SULLA
CAPACITà DI RESISTENZA (TEMPO NECESSARIO ALL’ESAURIMENTO FORZE)
Molti
studi hanno mostrato come l’alimentazione a base di carboidrati prima di una
gara migliori la capacità di resistenza nel ciclismo, fino ad esaurimento forze
(Gleeson et al., 1986; Sherman et al., 1989; Wright et al., 1991). Ad esempio,
Schabort e coll. (1999) studiarono il tempo necessario all’esaurimento forze
nel ciclismo al 70% VO2max in una prova che comprendeva una
colazione tre ore prima a base di 100 g di carboidrati e in un’altra prova in
cui i soggetti non facevano colazione. Durante la prova veniva data soltanto
acqua. Il tempo necessario all’esaurimento forze fu di 109 min dopo un digiuno
notturno e di 136 min se il digiuno veniva seguito da una colazione tre ore
prima dell’esercizio.
Fatta
eccezione per lo studio di Schabort et al. (1999), gli altri esperimenti
menzionati sopra prevedevano la somministrazione di soluzioni a base di
carboidrati piuttosto che pasti normali. Perciò, Chryssanthopoulos e coll.
(2002) completarono una serie di studi in cui somministravano ai soggetti
alimenti misti ad alto apporto di carboidrati (2,5 g di carboidrati per kg di
massa corporea) tre ore precedenti una corsa su tapis roulant a passo costante
(70% VO2max) fino ad esaurimento forze. Il tempo di corsa di 111,9
min risultava significativamente più lungo dopo una colazione con carboidrati
rispetto ai 102,9 min registrati dopo un placebo liquido (Chryssanthopoulos et al., 2002). Tali
conseguenze dovrebbero essere prese come un risultato prevedibile di uno studio
che contrapponeva la colazione al digiuno notturno, su una corsa a passo
costante fino ad esaurimento forze. La questione successiva è se un pasto ad
alta concentrazione di carboidrati prima dell’esercizio possa portare benefici alla performance rispetto a, per esempio, un pasto
a base di grassi. In altre parole, è soltanto l’energia in più che determina il
beneficio oppure è, nello specifico, dovuto all’energia risultante dai
carboidrati?
Nel
tentativo di rispondere a questa domanda, Okano e colleghi (1996) fornirono ai
loro soggetti ben allenati sia una colazione con carboidrati che un’altra
isocalorica ad alto contenuto di grassi 4 ore prima dell’esercizio. Gli atleti
pedalarono per 120 min al 65% VO2max e poi aumentarono l’intensità
fino all’80% VO2max, mantenendo questa potenza fino ad esaurimento
forze. Non si riscontrarono differenze statistiche a livello di tempi, a parte
una tendenza a prolungare il tempo di esercizio di 8 min (all’80% VO2max)
dopo la colazione con carboidrati rispetto all’altra (2 min). (Okano et al.,
1996). Tuttavia, anche Rowlands and Hopkins (2002) riferirono simili differenze
non statistiche nella performance confrontando diete a base di carboidrati con
altre proteiche o grasse, quando avevano fornito ai ciclisti una bevanda a base
di carboidrati prima di determinate prove a tempo su 50 km (vedi discussione
successiva). Pertanto sembra chiaro che un pasto ad alta concentrazione di carboidrati
molte ore prima di esercizi prolungati è preferibile a niente, ma potrebbe non
essere migliore di un pasto che contenga energia sufficiente ma bassi
quantitativi di carboidrati.
Come
recensito da Rankin (1997), in molti di questi studi, gli alimenti utilizzati
erano principalmente carboidrati ad alto indice glicemico (GI) come lo
zucchero, le patate, il pane bianco e il riso bianco. Il consumo di questi
carboidrati porta a un rapido aumento delle concentrazioni di glucosio nel
sangue seguito da un rapido esaurimento. Al contrario, i carboidrati con indice
glicemico che va da medio a basso, come il pane integrale, le lenticchie, i
fagioli, il riso integrale e la pasta provocano un leggero aumento e successivo
lento declino delle concentrazioni di glucosio nel sangue. E’ stato suggerito che
consumare di un pasto a base di carboidrati con basso indice glicemico (GI) possa
far deviare il metabolismo verso l’ossidazione dei grassi come risultato di una
minor risposta insulinica ai carboidrati. A livello teorico, la sempre maggiore
dipendenza dai grassi per ottenere energia può portare a un minor utilizzo
delle già limitate riserve di glicogeno muscolare e di conseguenza aumentare la
qualità dell’esercizio in più a quella raggiunta con il consumo di alimenti altamente
GI (Thomas et al., 1991). Tuttavia, molti degli studi successivi che avevano
sperimentato questa tesi, avevano prodotto risultati contrastanti. Ciò può
essere una conseguenza delle diverse strategie impiegate dai ricercatori; ad
esempio, la gran parte degli studi utilizzava solo un tipo di alimento (e.g.,
Febbraio & Stewart, 1996) e anche gli orari relativi ai pasti variavano un
bel po’ (Kirwan et al., 1998; Wee et al., 1999). Per confondere il tutto,
alcuni studi prendevano in considerazione la capacità di resistenza nel
ciclismo e nella corsa (Thomas et al., 1991; Wu & Williams, 2006), mentre
altri soltanto le prestazioni a tempo nel ciclismo (Febbraio et al., 2000;
Sparks et al., 1998).
Anche
quando i ricercatori impiegavano gli stessi schemi di esercizi, si sono
ottenuti risultati diversi riguardo al tempo necessario all’esaurimento forze.
Ad esempio, due studi avevano usato vari alimenti isocalorici, invece di uno
soltanto, che contenevano sia carboidrati ad alto GI che con basso GI da dare
agli atleti tre ore prima di correre su tapis roulant fino ad esaurimento forze
(Wee et al., 1999; Wu & Williams, 2006). Entrambi dimostrarono che il
metabolismo dei grassi era maggiore dopo i cibi con basso contenuto di GI,
sebbene i risultati delle performance fossero gli stessi. In un altro studio
(Wee et al., 1999), non vennero riscontrate differenze tra i tempi di corsa ad
esaurimento forze nelle prove con GI alti (113 min) e con GI bssi (111 min),
mentre in un altro si riscontrava
un miglioramento di 7,4 min nella corsa di resistenza con i GI bassi (108.8 min
contro 101.4 min) (Wu & Williams, 2006). Nel secondo studio, i pasti
pre-attività erano composti da cibi, comunemente in uso tra gli atleti, considerando
solo i macronutrienti; nel primo, invece, i carboidrati relativi ai GI bassi
erano principalmente lenticchie. Sono indubbiamente necessarie ulteriori
ricerche per stabilire i possibili benefici derivanti dal consumo di pasti - comunemente disponibili -che
contengano sia carboidrati con GI alti che bassi.
Si
tratta tuttavia di studi difficili da intraprendere data la difficoltà di
trovare alimenti che abbiano gli stessi macronutrienti e lo stesso quantitativo
di energia così come vale lo stesso discorso per i carboidrati. Ad esempio, i
cibi con GI basso sono ricchi di fibre, pertanto il carboidrato biodisponibile
non è lo stesso rispetto al contenuto totale di carboidrati di quegli alimenti.
Quindi, per avere una parità fra pasti con GI bassi e alti bisognerebbe
consumare una quantità maggiore di alimenti con GI bassi per raggiungere lo
stesso quantitativo di carboidrati. Ciò provocherebbe, però, una sensazione di
pienezza allo stomaco. Viceversa, se il contenuto di carboidrati in un pasto
risulta equilibrato a livello generale, allora il pasto con GI bassi conterrà
meno carboidrati. Pertanto, consigliare agli atleti di consumare pasti pre-esercizio
con basso GI comporta l’assunzione di insufficienti quantità di carboidrati
anche perché l’alto contenuto di fibre provoca una sensazione di pienezza che
non avviene, invece, con i carboidrati ad alto GI. Ciò che ancora non sappiamo
è come la sensazione, peraltro spiacevole, di pienezza prima dell’esercizio
possa influenzare la performance.
CARBOIDRATI CONSUMATI 1,5-4 ORE PRIMA
DELL’ESERCIZIO PIU’ INTEGRAZIONE DURANTE L’ATTIVITA’: EFFETTI SULLA CAPACITà DI
RESISTENZA (TEMPO NECESSARIO ALL’ESAURIMENTO FORZE)
Wright
and colleagues (1991) presero in esame il miglioramento della capacità di
resistenza nei ciclisti con l’assunzione di carboidrati non soltanto prima
dell’attività ma anche durante gli esercizi prolungati. Scoprirono che se i
soggetti consumavano una soluzione con 5 g di carbs/kg di peso corporeo 3 ore
prima dell’attività e poi un’altra soluzione all’8% di carboidrati mentre pedalavano fino ad esaurimento
forze a passo costante, la capacità di resistenza veniva migliorata (290 min)
rispetto ai 237 min successivi all’assunzione di carboidrati soltanto prima
dell’attività, ai 266 min esclusivamente durante l’attività e ai 201 min senza
assumere nessuna soluzione né prima né durante.
Chryssanthopoulos
et al. (2002) studiarono i benefici relativi al consumo di un pasto a base di
carboidrati 3 ore prima di una corsa prolungata a passo costante in cui i
corridori avevano preso una soluzione al 6,9% di carboidrati e sali minerali. I
soggetti dovevano effettuare tre prove in ordine casuale: una dopo un pasto a
base di carboidrati (2,5g/kg di massa corporea) e una soluzione al 6,9% di
carboidrati e sali minerali durante l’esercizio; un’altra con la stessa quantità
di carboidrati e soltanto acqua durante l’esercizio e, nell’ultima, soltanto un
placebo al posto del pasto e acqua durante l’esercizio. Il test di corsa
prevedeva l’esaurimento forze su tapis roulant a una intensità pari al 70 % VO2max.
La combinazione pasto+soluzione di carb/sali portava al tempo di corsa più
lungo (125 min), rispetto al pasto+acqua (111,9 min) e solo acqua (103 min).
Per riassumere, sulla base delle poche ricerche di cui
disponiamo, appare chiaro che la combinazione di un pasto a base di carboidrati
più una integrazione durante la gara risulta essere la strategia alimentare più
indicata per migliorare i tempi necessari all’esaurimento forze in esercizi
della durata di 90 min e oltre.
FIGURA 2: Qualità della corsa di
resistenza nelle seguenti condizioni: (i) soluzione placebo prima
dell’esercizio più acqua durante l’esercizio, (ii) pasto con carboidrati più
acqua durante e (iii) pasto a base di carboidrati più soluzione integrativa a
base carboidrati e sali minerali durante. Tutti i pasti erano diversi l’uno dall’altro
(Chryssanthopoulos et al., 2002).
CARBOIDRATI CONSUMATI 3-4 ORE PRIMA
DELL’ESERCIZIO MA SENZA INTEGRAZIONE DURANTE L’ATTIVITA’: EFFETTI SU VARIE
TIPOLOGIE DI PROVE A TEMPO REALISTICHE
Sono
stati svolti soltanto pochi studi sugli effetti dei pasti pre-esercizio a base
di carboidrati nelle prove a tempo, e i risultati non seguono uno schema
costante. In uno dei primi, Neufer e colleghi (1987) esaminarono l’influenza di
differenti quantità di carboidrati pre-esercizio sulla produzione di potenza
nel corso di un test ciclistico. I soggetti si erano esercitati il giorno prima
del test per abbassare le concentrazioni di glicogeno muscolare. Dopo una notte
a digiuno, 5 minuti prima dell’esercizio consumarono: a) una placebo liquido,
b) una soluzione di polimeri di glucosio pari a 45 g di carboidrati e c) una barretta energetica (45 g di
carboidrati) insieme a 400 ml di acqua. In una quarta prova, i soggetti
consumarono una colazione leggera a base di 200 g di carboidrati 4 ore prima
dell’esercizio e poi una barretta energetica 5 minuti prima del test. Il test
consisteva in 45 min di pedalate al 77% VO2max e poi un ultimo
sforzo di 15 min sulla cyclette.
Tutte
e tre le prove con nutrimento pre-esercizio portarono a un miglioramento totale
del lavoro nei 15 minuti finali ad eccezione della prova con placebo. Inoltre,
ulteriori miglioramenti si ottennero quando gli atleti avevano consumato la
colazione 4 ore prima e la
barretta 5 min prima del test. Sebbene quest’ultima combinazione avesse
prodotto un aumento pari al 15% nella concentrazione di glicogeno muscolare,
non era del tutto diverso dalle concentrazioni di glicogeno prima
dell’esercizio ottenute nelle altre tre prove. Pertanto, si può dire che
l’aumento di lavoro prodotto con la combinazione di colazione + barretta non è
da attribuire a una maggiore riserva di glicogeno, piuttosto va associato
all’aumento dell’ossidazione dei carboidrati nei 45 min di esercizio che
precedevano i 15 min di test.
In
quattro prove separate, Sherman et al. (1989) avevano fatto prendere ai loro
atleti, 4 ore prima una prova di ciclismo, un placebo oppure carboidrati in tre
diversi dosaggi (45 g, 156 g, or 312 g). I soggetti erano tenuti a pedalare
prima su cyclette per 95 min intermittenti, alternando 15 min al 70% e altri al
52% VO2max, e poi si misuravano su una prova a tempo di velocità.
Esercizi e diete erano state controllate per 48 ore prima delle prove, e
durante gli esercizi fu somministrata soltanto acqua. Nella prova con il
placebo, gli atleti riuscirono a completare la prova a tempo in 56.2 min,
laddove i tempi nelle prove con 45 g, 156 g, e 312 g furono di 54.1, 54.0, e
47.9 min, rispettivamente. Quindi, soltanto la prova con 312 g dava risultati
assolutamente inferiori rispetto al placebo.
In
un esperimento inteso per mettere a confronto l’influenza dei pasti ad alto
apporto di carboidrati e di grassi su una prova a tempo di 10 km, Whitley et
al. (1998) somministrarono a 8 ciclisti ben allenati, 4 ore prima
dell’esercizio, prima un pasto con 250 g di carboidrati (3.6 g/kg), 26 g di
proteine e 3 g di grassi e, nel secondo test, 50 g di carboidrati (0.7 g/kg),
14 g di proteine e 80 g di grassi. In una terza occasione, i ciclisti
digiunarono la notte prima e non mangiarono niente prima dell’esercizio. Il
test richiedeva di pedalare per 90 min a una potenza di 70% VO2max e
poi ultimare 10 km più velocemente possibile. Alla fine delle tre prove, non
vennero riscontrare differenze di tempo, ossia rispettivamente 14.6 min, 14.2
min, and 14.6 min per il digiuno, i carboidrati e i grassi.
In
uno studio simile, Paul et al. (2003) non rilevarono benefici dal consumo di pasti 3,5 ore prima di una prova
di ciclistica di 20 km. I pasti seguivano di 6 ore una colazione a base di 191
g di carboidrati, 22 g di proteine, 12 g di grassi. La colazione era stata
somministrata per assicurarsi che le riserve di glicogeno nel fegato e nel
muscolo fossero adeguate. I soggetti consumarono uno dei tre pasti test 3,5 ore
prima di pedalare per 30 min con un carico di lavoro pari a 25 W sopra la
soglia di lattato, seguito da 15 minuti di riposo e poi successivi 20 km. Uno
dei pasti era a base di carboidrati (3 g/kg peso corporeo), un altro era a base
di grassi ma isocalorico e il placebo non conteneva calorie. Gli 8 atleti
effettuarono la prova con carboidrati in 32,7 min, quella con i grassi in 33,1
min e col placebo in 33 min; i tempi possono essere definiti statisticamente
molto simili.
Si
noti che, sia negli studi di Neufer et al. (1987) che in quelli di Paul et al.
(2003), la durata degli esercizi era probabilmente troppo breve per provocare
un impoverimento delle riserve di glicogeno nel muscolo e nel fegato. Nessuno
studio parla di controindicazioni al consumo di carboidrati ma, prima di
raccomandarne il consumo nelle prove a tempo in cui gli atleti dovevano bere
soltanto acqua durante l’esercizio, si necessitano più ricerche specifiche.
CARBOIDRATI CONSUMATI 1,5-4 ORE PRIMA
DELL’ESERCIZIO Più INTEGRAZIONE DI CARBOIDRATI DURANTE L’ATTIVITA’: EFFETTI SULLA
PRESTAZIONE IN VARIE PROVE A TEMPO REALISTICHE
In
uno studio in cui i pasti venivano somministrati 90 min prima dell’esercizio, i
ciclisti avevano consumato un pranzo a base di carboidrati (258 g), uno a base
di proteine (122 g di carboidrati) e un altro a base di grassi (15 g di
carboidrati) prima di pedalare per circa 3 ore, prova che finiva con 50 km a
tempo (Rowlands & Hopkins, 2002). Veniva anche somministrata una soluzione
al 6% durante l’esercizio. Non si riscontrarono differenze nelle tre prove, e
ciò fa pensare che l’integrazione di carboidrati durante l’esercizio
rappresentasse la giusta quantità di carboidrati.
Burke
e colleghi (1998) esaminarono la combinazione di varie colazioni consumate 2
ore prima dell’esercizio e una soluzione di base di carboidrati e sali minerali
durante una prova a tempo su sei ciclisti ben allenati. Il test consisteva in
tre prove in cui era prevista l’assunzione di due pasti a base di carboidrati
(2 g/kg massa corporea), uno dei quali era composto da carboidrati con elevato
contenuto GI e l’altro con basso contenuto GI. Nella terza prova, il pasto
pre-esercizio consisteva in una gelatina poco calorica. Subito prima e per
tutta la durata della prova, i ciclisti assumevano una soluzione al 10% di
glucosio. II protocollo prevedeva una prova di due ore al 70% VO2max
seguita da uno sforzo finale con carico di 300 kJ il più rapidamente possibile.
Non vennero riscontrate differenze nei tempi per le due prove a base di
carboidrati e per la prova successiva (~15-16 min), il che supporta la tesi che
l’integrazione durante l’esercizio forniva carboidrati sufficienti per
completare tutte le prove.
Risultati
simili non molto chiari, questa volta per pasti consumati 4 ore prima
dell’esercizio, sono stati riferiti da Chryssanthopoulos e colleghi (1994b) in
uno studio in cui 10 corridori di resistenza (uomini) dovevano eseguire due
prove su tapis roulant di 30 km in ordine casuale. Nel primo, dovevano
consuamare un pasto a base di carboidrati (2 g/kg massa corporea) e,
nell’altro, una soluzione placebo 4 ore prima della prova. Durante i 30 km di
corsa seguenti ai carboidrati, gli atleti bevevano acqua (2 ml/kg massa) ogni 5
minuti, mentre nella prova con il placebo, 8 ml/kg di una soluzione al 6.9% di
carboidrati più sali minerali appena prima della corsa e poi 2 ml/kg ogni 5 km.
I corridori potevano scegliere il passo di corsa in modo da completare i 30 km
nel più breve tempo possibile. Sebbene la distanza coperta venisse indicata su
un monitor posto di fronte al tapis roulant, ai corridori non veniva rivelato
il tempo trascorso. I tempi per le due prove risultarono per lo più identici
(121.7 min e 121.8 min), sebbene la quantità totale di carboidrati consumati
nella prova con il cibo (135 g) fosse maggiori di quella nella prova con il
placebo (84 g). Sembra pertanto che l’assunzione di una soluzione base di
carboidrati e sali immediatamente prima e durante la prova possa essere sufficiente a soddisfare la richiesta di
carboidrati.
Per
riassumere, si è scoperto che i pasti a base di carboidrati assunti da 90 min a
4 ore prima di una prova a tempo non sono così necessari se gli atleti fanno
uso di bevande a base di carboidrati durante l’esercizio.
CARBOIDRATI CONSUMATI 30-60 MINUTI
PRIMA DELL’ESERCIZIO SENZA INTEGRAZIONE AGGIUNTIVA DURANTE L’ATTIVITà: EFFETTI
SULLA CAPACITà DI RESISTENZA (TEMPO NECESSARIO ALL’ESAURIMENTO FORZE)
Gli
studi effettuati in passato sull’influenza dei carboidrati 30-60 min prima
dell’esercizio fisico suggeriscono di interrompere questa abitudine che
potrebbe avere un effetto dannoso sulla performance (Costill et al., 1977;
Foster et al., 1979). Tale raccomandazione deriva da uno studio di ricerca
originariamente impostato per esaminare il consumo di carboidrati sul
metabolismo dei grassi nel corso di una corsa di 30 min su tapis roulant. Lo
studio rivelò un maggior livello di deterioramento glicogeno dopo il consumo di
una soluzione concentrata al 25% di carboidrati rispetto alla sola assunzione
di acqua, benché non venisse preso in considerazione il risultato della prestazione
(Costill et al., 1977). In uno studio successivo, la fatica sopraggiungeva nel
19% casi prima nei ciclisti che pedalavano ad esaurimento forze alla potenza di
80% VO2max dopo una soluzione al 25% di glucosio (Foster et al.,
1979). Tuttavia, tali effetti negativi non si riscontrarono in un terzo studio
dello stesso laboratorio (Hargreaves et al., 1987). Qui, sei ciclisti si
esercitarono fino ad esaurimento forze al 75% VO2max in tre
occasioni distinte dopo il consumo di tre differenti soluzioni, 45 minuti prima
dell’esercizio: (i) 75 g di glucosio in 350 ml di acqua, (ii) 75 g di fruttosio
in 350 ml di acqua, oppure (iii) la stessa quantità di soluzione placebo
aromatizzata. Non ci furono differenze nei tempi necessari all’esaurimento
forze (92-93 min) né tantomeno nella quantità di glicogeno muscolare usata
(Hargreaves et al., 1987).
Esistono
altri studi sull’utilizzo di carboidrati nell’ora precedente la gara che non
hanno portato differenze di performance (Chryssanthopoulos et al., 1994a;
Palmer et al., 1998) e altri che invece ne sottolineano gli effetti benefici
(Burke et al., 1998; Chryssanthopoulos et al., 1994a; El-Sayed et al., 1997;
Gleeson et
al.,
1986; Sherman et al., 1991)
In
uno studio, un gruppo di corridori ben allenati avevano consumato sia 75 g di
glucosio in 300 ml di acqua, e in un'altra occasione, soltanto 300 ml acqua
aromatizzata 30 min prima di salire sul tapis roulant fino ad esaurimento forze
al 70% VO2max. Sebbene venisse riscontrato un temporaneo aumento e
crollo della concentrazione di glucosio nel plasma dopo la soluzione con
glucosio, non ci furono differenze significative nei tempi necessari ad
esaurimento forze con il glucosio ((134 min) e il placebo (122 min)
(Chryssanthopoulos et al., 1994a). In alcuni casi il temporaneo crollo di
glucosio appena iniziato l’esercizio poteva raggiungere valori di ipoglicemia,
ma in poche occasioni, gli atleti ebbero sintomi tali da compromettere le loro
prestazioni (Chryssanthopoulos et al., 1994a; Jentjens et al., 2003). Tuttavia,
questi cali di glucosio nel sangue probabilmente affrettarono l’insorgenza
della fatica verso la fine dell’esercizio (Claassen et al., 2005; Coyle et al.,
1983).
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FIGURA 3: Reazioni del glucosio nel sangue dopo il consumo di una soluzione al
25% di glucosio oppure di un placebo dolcificato 30 min prima di una prova su
tapis roulant fino ad esaurimento forze al 70% VO2max (Chryssanthopoulos et al., 1994a)
Uno
studio sul miglioramento della performance dopo carboidrati nell’ora precedente
all’esercizio venne pubblicato da Gleeson et al. (1986). Era composto di tre
prove durante le quali sei uomini prendevano un placebo, una soluzione di
glucosio e glicerolo (1 g di carboidrati/kg massa corporea in 400 ml di acqua)
45 min prima di una prova di ciclismo al 73% VO2max . Il tempo
necessario all’esaurimento forze risultava decisamente più lungo dopo la
soluzione di glucosio (108.6 min) rispetto alle prove con il glicerolo (86 min)
e il placebo (95,9 min). La differenza fra le prove con glicerolo e con placebo
non e rilevante
CARBOIDRATI CONSUMATI 30-60 MINUTI
PRIMA DELL’ESERCIZIO: EFFETTI SULLA PRESTAZIONE IN VARIE PROVE A TEMPO
REALISTICHE
Sherman
et al. (1991) tennero sotto controllo diete ed esercizi degli atleti per due
giorni prima di iniziare uno studio degli effetti di due pasti, un’ora prima
dell’esercizio, a base di 75 g e 150 g di carboidrati liquidi e di un placebo,
sulle prestazioni di una prova a tempo ciclistica che seguiva una corsa di 90
minuti al 70% VO2max. I carboidrati seguivano un digiuno notturno,
mentre durante l’esercizio venne fornita soltanto acqua. Nella prova con
placebo, i soggetti completarono la prova in circa 47 min, mentre nelle altre
due i tempi furono decisamente migliori: 41 e 41,5 minuti.
Utilizzando
un programma leggermente differente, El-Sayed e colleghi (1997) esaminarono
l’influenza di una soluzione all’8% di carboidrati (4.5 ml/kg massa corporea) e
di un placebo colorato e dolcificato 25 minuti prima di una prova ciclistica.
In questo studio incrociato, otto ciclisti maschi ben allenati, utilizzavano le
loro biciclette applicate su un ergometro con freni ad aria compressa per
completare la maggiore distanza nel minor tempo possibile. Durante la prova, i
ciclisti potevano controllare lo scorrere del tempo ma non sapevano la distanza
che stavano percorrendo né la potenza, fino al termine delle due prove. I
ciclisti conclusero le prove 6 ore dopo l’ultimo pasto, ma non vennero forniti
dettagli sui pasti pre-gara se non che erano identici. I carboidrati consumati
25 minuti prima della prova a tempo erano circa 25 g. I ciclisti coprirono una
distanza significativamente più lunga (41.5 km) dopo la soluzione di
carboidrati rispetto a quella dopo il placebo (41.0 km) (El-Sayed et al.,
1997).
Tuttavia,
non tutti gli studi hanno riportato effetti benefici delle soluzioni di
carboidrati nelle ore precedenti l’attività per le prove a tempo. Un esempio:
14 ciclisti di endurance (11 uomini e 3 donne) terminarono una prova a tempo di
20 km sulle loro biciclette fissate a un ergometro con freni ad aria compressa
dopo aver preso 8 ml/kg di una
soluzione a base di carboidrati e sali minerali oppure un placebo 10 minuti
prima dell’esercizio (Palmer et al., 1998). La soluzione prima dell’esercizio
fornì ai ciclisti circa 40 g di carboidrati, ma la media dei tempi necessari
per completare le prove di 20 km (27.66 min) rimase la stessa.
GUIDE PER RICERCHE FUTURE
Come
si può notare dal gran numero di ricerche appena descritte, soltanto pochi
esperimenti hanno in realtà simulato le condizioni reali, sebbene siano stati
utilizzati gli schemi standard delle prove a tempo per valutare la prestazione
sportiva. Sono necessari, pertanto, nuovi studi sull’influenza dei carboidrati
pre-esercizio sulle prove a tempo, non solo nel ciclismo ma soprattutto nella
corsa, compresi quegli esperimenti in cui i soggetti integrano con sports drink
durante la prova. Tali studi dovrebbero cercare di simulare le condizioni
reali, come le prove a tempo di più lunga durata e l’impiego di soggetti
femminili. Sono necessari anche altri studi per determinare l’efficacia dei
pasti pre-gara sulla prestazione negli sport di squadra come il calcio e in
attività come tennis e nuoto.
CONCLUSIONI
Consumare
una colazione leggera con grande apporto di carboidrati 2-4 ore prima degli
esercizi mattutini è altamente raccomandabile in quanto aiuta a recuperare le
riserve di glicogeno nel fegato dopo un digiuno notturno. Tuttavia, le
testimonianze a nostra disposizione suggeriscono che, sebbene tale pratica
porti a un miglioramento della capacità di resistenza (tempo necessario
all’esaurimento forze), può non migliorare la performance nelle prove a tempo.
Anche
se in passato alcuni studi riferivano di un peggioramento della prestazione
dopo il consumo di bevande a base di carboidrati nell’ora prima dall’esercizio,
ciò non è stato supportato da altri studi di ricerca; al contrario, molti ne
riportano gli effetti benefici.
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©
2008 Gatorade Sports Science Institute
Sports
Science Exchange
Volume 21 (2008) , Number 2
SUPPLEMENTI
Una colazione ad alto apporto di
carboidrati migliora la performance sportiva?
Dopo
una notte di digiuno, si riducono al minimo i rifornimenti nel fegato di
glicogeno, la fonte di glucosio del sangue; se le riserve di glicogeno non
vengono ripristinate, il glucosio si riduce a livelli critici durante
l’allenamento prolungato. Tuttavia, il consumo di alimenti ad alto contenuto di
carboidrati 3-4 ore prima dell’attività, fa aumentare le riserve di glicogeno
nel fegato e nel muscolo. Dato che il glicogeno rappresenta il carburante per
la maggior parte delle competizioni atletiche, basta questo per raccomandare
agli atleti di consumare un pasto a base di carboidrati facilmente digeribili
prima dell’allenamento.
Quando e Cosa mangiare prima di un
allenamento della durata di oltre un’ora
La
preparazione ideale per un allenamento o una gara importante è data da un pasto
ad alto apporto di carboidrati facilmente digeribili che entrano rapidamente in
circolazione, ovvero i carboidrati definiti ad alto indice glicemico (GI),
circa 3-4 ore prima dell’attività. (Consumarlo due ore prima dell’allenamento è
efficace ma può causare problemi digestivi). La Tabella S1 ci dà un esempio di
alimenti ad elevato contenuto di carboidrati abitualmente consumati prima degli
allenamenti.
Tipo di alimento |
Quantità |
Carbs (g) |
Grassi (g) |
Proteine (g) |
Fibre (g) |
Pane bianco |
105 g |
48.8 |
2.2 |
8.6 |
1.9 |
Marmellata |
70 g |
48.6 |
-- |
0.2 |
0.8 |
Corn flakes |
56 g |
47.0 |
0.6 |
4.5 |
0.9 |
Latte scremato |
280 ml |
14.0 |
0.3 |
9.5 |
-- |
Succo d’arancia |
147 ml |
16.6 |
-- |
0.2 |
-- |
Acqua |
315 ml |
|
|
|
|
Total |
|
175.0 |
3.1 |
23.0 |
3.6 |
TABELLA S1. Composizione di un pasto ad
elevato contenuto di carboidrati (2.5
g di carboidrati/kg massa corporea; ~800 kcal) consumato 3 ore prima
dell’allenamento che provoca un aumento del 10,5% nella concentrazione di
glicogeno muscolare. (Chryssanthopoulos et al., 2004)
Cosa succede se il tempo a
disposizione per mangiare prima di una prova di resistenza è poco?
In
molti sport le gare iniziamo così presto la mattina che non è possibile seguire
queste raccomandazioni alimentari prima dell’evento. Inoltre, molti atleti,
spesso donne, fanno fatica a mangiare cibi solidi prima di prendere parte a una
attività sportiva, soprattutto se si tratta di una corsa continuata. Per questa
tipologia di atleti, diventa importante consumare uno sports drink ben
formulato prima e, a intervalli frequenti, per tutta la durata della prova per
avere sempre il giusto metabolismo dei carboidrati.
Dovrei consumare anche un pasto ad
elevato contenuto di carboidrati anche se uso un sports drink durante
l’attività?
La
risposta è in relazione alla natura dell’attività sportiva. Abbiamo prove
attendibili sui benefici del consumo combinato di carboidrati sia prima che
durante un’attività sportiva prolungata volta all’esaurimento forze. Tuttavia,
soltanto alcuni sport (gare che durano anche settimane, tipo percorsi di
avventura..) sono talmente flessibili che il tempo necessario all’esaurimento
forze è davvero un fattore limitativo. Nella maggioranza degli sport lo scopo è
quello di coprire una distanza stabilita nel minor tempo o, come negli sport di
squadra tipo calcio o pallacanestro, dare il maggior impegno in un dato periodo
di tempo. Per questo genere di eventi, la ricerca suggerisce che il successo
nella competizioni non è dovuto al consumo di un pasto a base di carboidrati
prima dell’attività, se viene utilizzato, in modo appropriato, uno sports drink
durante. Anche se non ci sono controindicazioni sui pasti con carboidrati, al
contrario potrebbero risultare utili.
RACCOMANDAZIONI
Per
prepararsi a un periodo di attività pesante e prolungata, sia in allenamento
che in gara, è bene seguire queste raccomandazioni:
-Circa
3-4 ore prima dell’attività, consumare un pasto ad elevato contenuto di
carboidrati facilmente digeribili che fornisca almeno 2-2.5 g/kg di peso
corporeo. Per un atleta di 70 kg, 2-2.5 g/kg peso corporeo rappresentano
140–175 g di carboidrati (640–700 kcal).
-Circa
1-2 ore prima, consumare 300-600 ml di acqua oppure uno sports drink, per
assicurarsi la perfetta idratazione.
-Bisognerebbe
consumare sports drink di
frequente durante l’attività prolungata, seguendo la semplice regola di bere a
sufficienza durante l’allenamento per non perdere o prendere peso nel corso
dell’esercizio. Sulla base di queste raccomandazioni, si eviteranno
disidratazione e cali di prestazione e si prolungheranno i benefici degli
alimenti a base di carboidrati consumati prima.
ULTERIORE
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