SPORTS SCIENCE EXCHANGE 101
TECNICHE PER CALCOLARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA
SSE#101
Scott Going, Ph.D. Research Director, Center for Physical Activity
and Nutrition Dept. of Nutritional Sciences The University of Arizona,
Tucson, AZ
PREMESSE
n L'esame accurato della composizione corporea è fondamentale per monitorare
la crescita, i risultati degli allenamenti e il stato di alimentazione degli
atleti.
n Questi esami si basano su tecniche indirette non invasive basate su schemi
teorici. Gli errori degli schemi teorici si ripercuotono sui metodi indiretti
n Taluni schemi, suddivisi in tre o quattro sezioni che comprendono la misura
della densità corporea e il contenuto di liquidi e di sali minerali, riducono
decisamente la percentuale di errori che possono insorgere con gli schemi
a due componenti (grasso e massa magra) e dovrebbero essere preferiti agli
altri.Â
n Quando si utilizza lo schema a due componenti, le stime, se disponibili,
dovrebbero servirsi delle equazioni relative a una specifica fetta di popolazione,.
n Le tecniche applicate sul campo, come le analisi antropometriche e quelle
di bioimpedenza possono servire a stabilire se le equazioni usate sono valide
anche con controlli incrociati.
INTRODUZIONE
Il controllo regolare della composizione corporea è importante per monitorare
lo stato di alimentazione degli atleti e delle persone attive. Nei giovani
atleti (bambini e adolescenti) il controllo periodico può anche servire a
monitorare lo sviluppo fisico. Sebbene l'attività fisica sia indubbiamente
utile per una crescita ideale, esistono comunque dei rischi associati alla
richiesta di allenamento. Un regolare controllo del peso e della composizione
corporea permette di rilevare eventuali cambiamenti dannosi che giungono
come conseguenza di abitudini alimentari errate, oppure di allenamenti eccessivi
o malattie, e anche per evidenziare lo stato fisico ottimale ai fini di una
prestazione atletica.
Oggigiorno, per stabilire la composizione corporea, sono disponibili controlli
effettuati direttamente sugli organi di cadaveri con analisi chimiche, atomiche,
cellulari, sui tessuti e sui sistemi (Wang et al., 1992), ma per le persone
in vita, naturalmente, si possono usare solo tecniche indirette e non invasive.
Tali tecniche si basano su modelli di riferimento (ad esempio, un bambino,
un adolescente, un uomo e una donna presi come riferimento) che si sviluppano
dai risultati di analisi chimiche effettuate sugli organi umani e sui cadaveri.
Tali modelli presuppongono determinate relazioni previste tra i vari comparti
del corpo e sono accurate come i presupposti impliciti. Le tecniche dirette
sul campo vengono generalmente considerate più valide rispetto a quelle indirette
di laboratorio. E' necessario che le tecniche usate per atleti e le persone
attive siano sviluppate sulla base di un modello pertinente e, a livello
teorico convalidate con controlli incrociati in altri studi.
ANALISI DELLA RICERCA
Schemi a due componenti
Schemi teorici basati sulle analisi chimiche di cadaveri umani rappresentano
la base scientifica per tutte le tecniche di controllo indirette. Il classico
schema a due comparti (2C) descrive il corpo come l'insieme di zone grasse
e zone non-grasse. Con questo metodo, la misura della massa magra (FFM) si
ottiene dalla densità corporea, dai liquidi presenti e altri fattori se si
conosce la relazione tra quei componenti e la FFM. Praticamente, la massa
magra si ottiene dalla densità o dai liquidi corporei utilizzando fattori
di conversione derivati dai corpi di riferimento (Pierson, 2005).
Per avere una valutazione esatta e accurata, si deve utilizzare un modello
di riferimento appropriato per la popolazione interessata. In passato, gli
schemi 2C creati da Siri (1956) e Brozek et al. (1963) sono stati applicati
quasi ovunque con piccoli cambiamenti che interessano la composizione chimica
della FFM dopo la prima infanzia. Tuttavia, molto studi di ricerca hanno
dimostrato che si può avere un livello di errore del 3-4% e oltre quando
viene utilizzato un modello di riferimento inappropriato, come ad esempio,
un bambino per un adolescente. Gli errori con lo schema 2C passano inevitabilmente
ai nuovi schemi. Pertanto, una nuova tecnica o equazione risulterà accurata
quanto il metodo usato per convalidarle.
Schemi multi-componenti
L'accuratezza degli schemi 2C può essere ancora migliorata misurando direttamente
altri comparti corporei, i quali, di conseguenza, richiedono minori controlli.
Recenti studi per la misura dell'acqua, dei minerali e altri componenti
della FFM hanno permesso lo sviluppo di nuovi schemi multi-componenziali.
Sono schemi a 3 (3C) o a 4 (4C) componenti che mettono insieme la misura
della densità corporea con i contenuti di acqua e sali minerali e permettono
di ridurre drasticamente l'incidenza di errrori ascrivibili al modello 2C.
Per tale motivo dovrebbero essere utilizzati sempre quando se ne ha la possibilità
(Tabella 1): Sfortunatamente, i costi aggiuntiva e la complessità di queste
tecniche multi-componenti limitano la loro applicazione fuori da laboratori
specializzati. Tuttavia, è indispensabile che vengano utilizzati come modelli
sui quali si applicheranno anche le tecniche più semplici.
Tabella 1. Schemi di composizione corporea e equazioni

Legenda
BW = peso corporeo
%BF = % di grasso rispetto alla massa corporea
Db = densità corporea totale (g/cc)
FM = massa grassa (kg)
W = TBW (kg) BW (kg), dove TWB = liquidi corporei totali e BW = peso corporeo.
M = TBM (kg) BW (kg) dove TBM = minerali corporei totali (osseo + minerali
nelle cellule) e BW = peso corporeo.
B = TBBM (kg) BW (kg), dove TBBM = minerali presenti nelle ossa di tutto
il corpo (minerali osseo soltanto) e BW = peso corporeo.
Tecniche di riferimento in laboratorio
Le tecniche di laboratorio forniscono misure o criteri di riferimento utili
per capire l'origine e la valutazione delle procedure sul campo e per la
determinazione delle equazioni. Nonostante tutti i laboratori operino con
grande accuratezza, le tecniche si basano su ipotesi e sono soggette ad
errori. Quelle di riferimento stabilite con lo schema 2C, come l'idrodensitometria
( peso sott'acqua), la pletismografia su volume di aria (ADP) e l'idrometria
(la misura della densità dei liquidi totali del corpo) hanno maggiori margini
di errore rispetto alle tecniche che si basano su schemi multi-componenziali,
come la densitometria ossea a raggi X (DXA) e altri metodi simili.
Densitometria
La densitometria misura la composizione corporea tramite la densità del corpo,
ovvero massa e volume corporei. In passato, il metodo più comunemente usato
per valutare il volume era quello del peso sott'acqua. (Il minor peso di
una persona sott'acqua rappresenta il volume d'acqua â?? e del corpo â?? che
la persona sposta quando si immerge). Tuttavia, di recente, con il Bod
Podâ?¢, è possibile registrare, tramite pletismografo, le modificazioni del
volume e della densità corporea in aria. Tra tutte le prove che hanno dato
risultati accettabili, le migliori sono state descritte da Going, 2005.
Entrambe, comunque, dipendono dalla validità delle ipotesi delle equazioni
2C usate per trasformare la densità in stime di composizione corporea.
La densità è inversamente proporzionale al grasso corporeo e i metodi 2C
traggono vantaggio da questa relazione per ottenere equazioni in grado di
trasformare la densità in percentuale di grasso corporeo (Tabella 1). Ad
esempio, l'equazione di Siri più nota fu ottenuta ipotizzando la densità
di grasso corporeo (df) e di massa grassa (dffm) uguali a 0.9 kg/L and 1.1
kg/L, rispettivamente. Analisi chimiche confermano tali ipotesi in giovani
adulti in salute (Brozek et al., 1963), sebbene i test eseguiti con schemi
mutlicomponenziali (Evans et al., 2001; Prior et al., 2001) rivelano più
eterogeneità nelle parti di proteine, acqua e minerali della FFM, e di conseguenza
nella sua densità, in bambini in fase di crescita e adolescenti, nei quali
i componenti chimici sono in continua trasformazione. Lo stesso può accadere
negli atleti e in altre tipologie particolari di persone. Tali variazioni
di composizione nella FFM sono soggette ad errori.
Idrometria
L'idrometria è la misura dei liquidi totali del corpo (TBW), accuratamente
calcolati grazie alla diluizione isotopica (Schoeller, 2005). Dato che
l'acqua è la parte più consistente del corpo ed è distribuita nella FFM,
la misura del TBW, come del resto la distribuzione dei liquidi a livello
intracellulare e extracellulare, è importante per stimare la composizione
corporea. Una volta che si conosce il TBW, si può utilizzare in combinazione
con la densità corporea negli schemi 3C e 4C per calcolare la percentuale
di grasso e quindi di FFM. In alternativa, se si conosce la parte di acqua
presente nella massa magra, questa costante può essere utilizzata per convertire
il TBW direttamente in FFM, dopo di che si può determinare la percentuale
di grasso. Tuttavia, data la possibilità di variazioni nel TBW, la combinazione
di TBW con la densità tramite uno schema 3C, permette sostanziali miglioramenti
rispetto allo schema tradizionale 2C (Tabella 1). Generalmente, le parti
di acqua presenti nella FFM vengono stabilite a seconda della differenza
di età e dei livelli di crescita: pertanto è possibile calcolare con buona
certezza la massa magra partendo dal TWB se si utilizzano sempre le costanti
di uno specifico gruppo di popolazione (Lohman, 1992).
Densitometria ossea a raggi X (DXA)
Questo genere di misurazione è sempre più disponibile e facilmente eseguibile.
Basate su uno schema a tre componenti (minerali presenti nelle ossa del corpo,
tessuto molle magro, e grasso), le stime con DXA sui minerali presenti nelle
ossa, i tessuti molli e il grasso vengono difficilmente influenzate dai cambiamenti
della composizione chimica della FFM. Ad esempio, analisi teoriche effettuate
su adulti (Pietrobelli et al., 1996) e su bambini dall'infanzia fino ai 10
anni (Testolin et al., 2000), hanno mostrato come il cambiamento di contenuto
di acqua della FFM agisca sulle stime percentuali di grasso nella DXA per
meno dell'1%. Di conseguenza, la DXA si è rivelata un criterio di valutazione
utile per rendere valide altre tecniche. E' importante sottolineare che le
diverse attrezzature e l'assortimento di programmi in circolazione producono
risultati spesso differenti, il che rappresenta il maggior limite di questo
tipo di procedura (Lohman & Chen, 2005).
Equazioni su un gruppo specifico di popolazione
Le equazioni relative a un gruppo specifico di popolazione servono per valutare
la composizione corporea di individui che appartengono tutti a un gruppo
omogeneo. Date le naturali differenze di FFM dovute a razza/etnia, crescita,
livello di maturazione, età e allenamento, si pensa che un controllo derivato
da un gruppo di riferimento ben preciso sia più esatto di una misura generale
per tutta la popolazione. Sia la selezione naturale che un allenamento specifico
(allenamento di resistenza nei confronti di corsa di resistenza) contribuiscono
indubbiamente alle differenze tra gruppi di atleti sia per forma corporea,
distribuzione di muscoli e di tessuto adiposo e sulla composizione chimica
della FFM che annulla le ipotesi degli schemi e delle equazioni 2C.
Purtroppo, non sono stati ancora effettuati studi regolari sulla composizione
della FFM, anche se di recente le tecniche a multi-componente hanno cominciato
a fare luce sulla composizione chimica di certi gruppi di persone (Heyward & Wagner,
2004). Se è nota la composizione della FFM, è possibile ricavare equazioni
2C sufficientemente corrette che si basano sulla effettiva composizione e
densità della massa magra piuttosto che su valori puramente teorici. Un esempio
di equazione 2C corretta è rappresentata nella Tabella 2. Una equazione simile
per un gruppo di atleti si può ottenere soltanto se si conosce la densità
di FFM. E' importante notare che mentre le equazioni su una fascia specifica
riducono gli errori per le differenze all'interno del gruppo, le variazioni
della composizione di FFM tra le persone del gruppo interessato costituiscono
un margine di errore, sebbene infinitamente minore.

TABELLA 2. Origine di una equazione 2C per valutare
la percentuale di grasso corporeo (BF) relativa alla densità di massa magra
di un gruppo specifico di atleti.
Metologie applicate sul campo
Nonostante i medici abbiano accesso ai laboratori di università e ospedali,
la composizione corporea di un atleta viene solitamente valutata con tecniche
specifiche come le analisi antropometriche e di bioimpedenza.. La misura
dello spessore della pelle e della circonferenza della vita, sebbene dipendano
dall'esperienza del tecnico, sono operazioni abbastanza semplici da eseguire
e forniscono informazioni utili sulla presenza di grasso sottocutaneo e sulla
sua distribuzione. Con un somatogramma (Heyward & Wagner, 2004) si possono
effettuare controlli regolari dello spessore cutaneo e della circonferenza
che forniscono un profilo antropometrico adatto a monitorare i cambiamenti
nei diversi stadi di allenamento. Tuttavia, se impiegati in tal senso, i
controlli antropometrici non devono essere trasformati in stime di FFM e
di percentuale di grasso, e di conseguenza si possono evitare ipotesi potenzialmente
errate. Spesso però, si cerca di utilizzare i dati antropometrici proprio
per valutare la percentuale di grasso e la FFM. Equazioni specifiche per
lo sport e altre più generali, generalmente applicate agli atleti, sono state
sviluppate e doppiamente verificate con l'ausilio della densitometria idrica
e la DXA. Purtroppo però, non sono sempre disponibili equazioni specifiche
per gli atleti ottenute con tecniche di riferimento a multi-componente.
Indice di massa corporea (BMI)
L'indice di massa corporea (in kg/m2), che si calcola con il peso corporeo
(kg) e l'altezza (m) serve per determinare soprappeso e obesità. E' difficile
tuttavia classficare gli atleti che tendono ad avere una massa muscolare
eccessiva per unità di altezza e si preferiscono prove più dirette per calcolare
la composizione corporea. Alcuni studi suggeriscono che, per quanto concerne
gli atleti, peso e altezza da soli possono fornire una stima quasi esatta
della composizione corporea (Heyward & Wagner, 2004), soprattutto quando
si ha a che fare con gruppi omogenei generalmente magri dove la FFM conta
di più del peso. A livello più generale, invece, gli errori associati alla
BMI sono maggiori del previsto e pertanto si sconsiglia questa tecnica.
Equazione su plicometria
Alcune ricerche hanno suggerito che, per un gruppo specifico di popolazione,
le equazioni su plicometria rappresentano lo strumento adatto per calcolare
con precisione la densità corporea degli atleti. Alcune di queste equazioni
potenzialmente molto efficaci sono state messe a punto da Heyward and Wagner
(2004), e altre sono presentate a fine del presente articolo. Tre o più rilevazioni,
naturalmente, sono più affidabili di quelle con una o al massimo due rilevazioni:
infatti più zone sono interessate più si possono notare differenze di costituzione
e di distribuzione del grasso sul corpo.
Una volta stabilita la densità corporea con l'ausilio di queste equazioni,
si può calcolare la percentuale di grasso e la FFM con una equazione 2C.
E' necessario utilizzare una equazione basata su un precisa struttura corporea
di riferimento al fine di evitare il rischio di ulteriori errori oltre a
quelli relativi al calcolo della densità corporea. Non è stato ancora del
tutto sviluppato un punto di riferimento specifico per vari gruppi di atleti,
sebbene si sia cercato di definire la densità della FFM negli atleti allenati
alla resistenza (Modlesky et al., 1996) e per razze diverse (Schutte et al.,
1984). Se non si dispone di una stima esatta di un gruppo specifico di popolazione,
si può sostituire la stima relativa alla razza oppure prendere in considerazione
un gruppo di atleti con caratteristiche simili.
Analisi di bioimpedenza (BIA)
Il calcolo della composizione corporea tramite la BIA si basa sulle proprietà
elettriche della FFM, dato il grande contenuto di acqua nel corpo rispetto
ad altri componenti e le ipotesi di base sulla forma geometrica del corpo.
Le tecniche tradizionali BIA si avvalgono della misura della resistenza totale
del corpo con elettrodi collegati dal polso alla caviglia configurati a una
singola frequenza.
Con i recenti progressi tecnologici e sistemi teorici si sono ottenute differenze
nella procedura tradizionale (Chumlea & Sun, 2005; Heyward & Wagner,
2004). Gli strumenti più moderni adottano sistemi molto sofisticati che calcolano
la composizione corporea a segmenti e sotto comparti fluidi che permettono
di migliorare l'utilità clinica della BIA. In individui sani, la tecnica
tradizionale dà risposte efficaci di TWB e FMMA e il margine di perfezionamento
con l'impiego di procedure più sofisticati è davvero minimo. Quando si ha
a che fare con persone con distribuzione irregolare di liquidi, ci si può
avvalere, (per il calcolo di liquidi, massa cellulare e FFM) di altre tecniche
BIA come ad esempio analizzatori di frequenza multipla. Coloro che usufruiscono
di questi strumenti possono farlo tranquillamente a casa. Di solito, per
calcolare la composizione corporea, ci si avvale di analisi di impedenza
sia per la parte superiore del corpo che per quella inferiore. Dato che non
è stato ancora eseguito un controllo regolare, metodico di questi dispositivi
per gli atleti, la maggior parte di essi ancora non dispone di equazioni
specifiche per gli atleti. Generalmente, non vengono forniti i dati effettivi
per l'impedenza e quindi bisogna fare affidamento sulle formule relative
alla composizione corporea già installate nella macchina. Gli errori che
sono stati segnalati per il controllo della parte superiore rispetto a quelli
per quella inferiore sono gli stessi o addirittura maggiori di quelli associati
ai controlli generali del corpo (Heyward & Wagner, 2004).
La scrupolosità del metodo BIA dipende in larga misura dal controllo dei
fattori che possono incrementare eventuali errori di misurazione. Una fonte
importante di errore è la grande differenza di resistenza, dovuta principalmente
a fattori che alterano lo stato di idratazione. L'alimentazione, le bevande,
la disidratazione e l'allenamento alterano lo stato di idratazione e dovrebbero
essere tenuti sempre sotto controllo. Lo stesso strumento andrebbe usato
per monitorare i cambiamenti di struttura nel corso tempo. Generalmente le
equazioni sono soggette alle regole del produttore e risulta difficile determinarne
i vantaggi. A livello ipotetico, le previsioni delle equazioni BIA dovrebbero
essere scelte sulla base dell'età, del sesso, della razza e del livello di
attività fisica di ciascun individuo o gruppo e sulla quantità di grasso
corporeo. Con la giusta equazione, l'esattezza della previsione del metodo
BIA diventa simile a quella della misurazione sulla pelle. Si può preferire
il metodo BIA in alcuni casi in quanto non richiede un elevato grado di perizia
tecnica ed è da preferirsi se si ha a che fare con individui più grassi dove
la misura sulla pelle è più difficile. Tuttavia, a differenza della pelle,
la BIA non dà informazioni sulla distribuzione di grasso.
Quale equazione scegliere?
Le equazioni predittive sono sia specifiche di un gruppo di popolazione
che generali. Le equazioni specifiche si ricavano dall'utilizzo in una determinata
fetta di popolazione (ad es. ragazze adolescenti, giocatori di wrestling,
corridoriâ?¦) Pertanto, possono normalmente sotto o sovra-stimare la composizione
corporea se applicate ad individui appartenenti ad altri gruppi. Al contrario,
le equazioni generalizzate prendono vita da campioni diversi e molto eterogenei
e tengono conto sia delle diverse localizzazioni che delle caratteristiche
antropometriche e delle differenze di età, sesso, razza/etnia ecc. Manca
purtroppo una base affidabile per tali equazioni. Già esistono alcune equazioni
specifiche per gli atleti (Heyward & Wagner, 2004), ma poche sono quelle
convalidate con controlli incrociati. Alcune di essere sono adeguate in linea
di massima per gli atleti (vedere equazioni raccomandate nel supplemento
dell'articolo). Quando non è disponibile una equazione di un gruppo specifico
di atleti, si può sempre consultare altre create per individui con le stesse
caratteristiche morfologiche.
Per realizzare una equazione preventiva, è necessario selezionare un campione
rappresentativo di un gruppo specifico di popolazione. Vengono misurate le
variabili (altezza e peso, età, razza, pelle oppure BIA) e i criteri di valutazione
della composizione corporea (percentuale di grasso o di FFM) e pertanto l'equazione
si ottiene con tecniche statistiche coerenti. L'utilità dell'equazione dipende
dal livello di associazione tra le variabili e dalla precisione con la quale
è stata calcolata la variabile ad essa dipendente (percentuale di grasso
o di FFM). Certe equazioni forniscono con minimi margini di errore il calcolo
della percentuale di grasso o di FMM messe in relazione (R > 0.8) con
i criteri di misurazione. Inoltre, i mezzi e gli scarti quadratici medi dei
punteggi stimati e dei criteri, dovrebbe essere quasi uguale e lo standard
di errore nelle stime (SSE) per prevedere i criteri di misurazione sta approssimativamente
tra il 2.5-3.5% per il grasso e tra 2.5-3.5 kg per la FFM.
Per selezionare l'equazione giusta, bisogna aver letto le seguenti domande
(Going & Davis, 2001; Heyward & Wagner, 2004):
1. A chi si applica l'equazione? La risposta è
in un esame attento delle caratteristiche della popolazione utilizzata per
derivare l'equazione. Fattori come età, razza, sesso, livelli di attività
fisica e quantità di grasso corporeo devono essere ben presi in considerazione.
A meno che non sia un dato sicuro, non si dovrebbe applicare a gruppi con
diverse caratteristiche.
2. E' stata seguita una tecnica corretta di riferimento per
la composizione corpore? Eventuali errori nelle tecniche
di riferimento, provocano inesattezze sull'intera equazione. I modelli
a multi-componente richiedono minori premesse e forniscono misure di
riferimento più accurate delle tecniche che si basano sui modelli 2C.
Le equazioni che derivano dalle misure di riferimento 3C e 4C dovrebbero
essere utilizzate in gruppi di popolazione sui quali le ipotesi dei modelli
2C non sono valide. In alternativa, si dovrebbero utilizzare le formule
di conversione specifiche di un gruppo di popolazione.
3. E' un campione rappresentativo della popolazione presa in
esame? Per essere rappresentativo, il campione scelto deve
essere casuale e particolarmente esteso (100-400 soggetti). Se non è
possibile la scelta casuale, la procedura diventa accettabile se si prende
in esame un numero soddisfacente di soggetti. Con il giusto campione,
si avrà una equazione più stabile che può essere applicata a livello
generale.
4. Come si misurano le variabili di calcolo? Quando
non si applicano equazioni, è importante misurare le variabili con esattezza.
Anche se si raccomandano procedure e localizzazioni standard, ciò non è sempre
quello che viene fatto e di conseguenza aumenta il margine di errore (Roche
et al., 1996).
5. L'equazione viene convalidata con altri campioni di popolazione? Date
le differenze di procedura e la varietà anche di tecnici di laboratorio,
le equazioni che di solito danno risultati accurati possono risultare non
esaustivi se effettuati in altri laboratori o da un altro specialista: pertanto
l'equazione andrebbe testata anche con altri campioni di popolazione. Talvolta
quanto detto viene fatto suddividendo il campione in due gruppi e testato
in entrambi i gruppi. Sebbene sia una procedura sufficientemente assennata,
non serve tuttavia a dimostrare se l'equazione è attendibile al di fuori
del laboratorio in cui è stata formulata. E' preferibile pertanto testare
l'equazione in campioni di un altro laboratorio per determinarne validità
e regole generali. Inoltre, sono necessarie ricerche incrociate in gruppi
differenti di popolazione per determinare ancora di più l'accuratezza.
6. L'equazione fornisce una stima accurata della composizione
corporea? Il coefficiente di correlazione multipla tra
le variabili dipendenti (punteggio previsto o stimato) e indipendenti
(coloro che lo dichiarano) dovrebbe essere maggiore di 0,80 e le SEE
dovrebbero stazionare tra il 2,5-3,5% quando si prende in considerazione
la percentuale di grasso e 1,8-3,0% kg se si valuta la FFM. Inoltre,
l'equazione prevista dovrebbe produrre medie paragonabili e distribuzione
(campo d'azione e variazioni standard) di punteggi, e il margine di errore
totale non dovrebbe superare quello della SSE (Lohman, 1992).
Quale sia l'equazione da scegliere è un problema che è stato semplificato
da Heyward e colleghi (1996; 2004), i quali hanno interamente riesaminato
la letteratura sull'argomento e suggerito una serie di equazioni basate sui
risultati ottenuti con verifica incrociata e sulla loro già espressa efficacia
nel tempo. Sulla base delle loro osservazioni, hanno creato degli schemi
ad albero per aiutare nella scelta della equazione più adatta ad ogni circostanza.
Sebbene non tutte le equazioni raccomandate siano state formalmente verificate
secondo i criteri appena citati, sono sempre comunque le più indicate
da seguire. Le equazioni su plicometria con più di una localizzazione e un
componente di secondo grado sono di solito adatte per una larga fetta di
popolazione.
CONCLUSIONI
Il controllo costante della composizione corporea è fondamentale per riuscire
a seguire la crescita e lo sviluppo dei giovani atleti e per tenere sotto
controllo la salute, lo stato alimentare e di allenamento di atleti di
tutte le età. Le tecniche di laboratorio forniscono una stima più accurata
delle tecniche applicate sul campo ma non sono sempre efficaci. I modelli
tradizionali a due componenti (2C) sono spesso inibiti da ipotesi non valide
e gli errori che ne conseguono si trasferiscono anche alle tecniche sul
campo che si basano su quei modelli. Più precise, invece, le equazioni
2C specifiche per un gruppo do popolazione basate su appropriati modelli
di riferimento e si possono utilizzare quando non è possibile fare affidamento
sui modelli a multi-componente. Tuttavia, a livello teorico, le tecniche
applicate sul campo devono essere convalidate anche con verifiche incrociate
a differenza dei modelli con molti componenti (3C e 4C). Non è stato ancora
raggiunto uno standard per la formulazione di equazioni specifiche per
atleti, anche se ci si può avvalere, in questo caso, di equazioni più generali,
mentre sono state riportate come efficaci equazioni specifiche per gruppi
di popolazione. I cosiddetti â??ricercatori di equazioniâ?? lavorano per individuare
specifiche equazioni preventive utili da suggerire. Vengono comunque regolarmente
segnalate le equazioni e le tecniche più recenti. Per riuscire a determinarne
l'utilità, è importante capire le tecniche e i sistemi impiegati per la
verifica a controlli incrociati.
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