TAVOLA ROTONDA
CURA DEI DENTI E PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI
SPORTS SCIENCE EXCHANGE 46
VOLUME 7 (1994) NUMERO 1
PARTECIPANTI:
|
Ronald J. Maughan, Ph.D.
University Medical School
Department Environmental/Occupational Medicine
Foresterhill
Aberdeen
Scotland
Member, Sports Medicine Review Board
Gatorade Sports Science Institute
|
Nancy J. Rehrer, Ph.D.
Dept. of Sport Medicine
Academisch Zickenhuis V.U.B.
Laarbeeklaan 101
1090 Brussel
Belgium |
Premesse
- Il liquido di una bevanda rimane nello stomaco per un certo periodo di tempo:
durante lattività sportiva, più lo stomaco è veloce
nello svuotarsi, più rapidamente avverrà la reintegrazione di
liquidi e di carboidrati.
- Un allenamento condotto ad intensità elevata rallenta o alla peggio
blocca lo svuotamento gastrico, ma allenamenti condotti ad intensità
pari al 70-75% dellassorbimento massimo di ossigeno non danneggiano,
o se sì poco, la digestione.
- Una bevanda ad alto contenuto energetico rallenta lo svuotamento e le conseguenze
durante gli allenamenti sono le stesse di quelle osservate nel periodo di
riposo. La digestione si rallenta anche con soluzioni che presentano valori
di osmolarità più alti dei liquidi corporei.
- Ogni individuo reagisce in modo diverso in fase di svuotamento gastrico.
- Le condizioni atmosferiche possono influenzare la scelta della bevanda.
- Durante gli allenamenti, gli atleti dovrebbero testare le reali necessità
di liquidi del proprio corpo e quanti riescono a tollerarne.
INTRODUZIONE
La sensazione di affaticamento che si percepisce durante esercitazioni prolungate
è generalmente causata dalla deplezione delle riserve corporee di carboidrati
e/o dalla disidratazione, con relativi problemi di ipertermia. In molti sport,
probabilmente entrambi i fattori contribuiscono a sviluppare il senso di fatica,
senza dimenticare il peso che hanno le condizioni climatiche. Quando la temperatura
e il tasso di umidità sono elevati, la stanchezza si avverte prima che
le scorte di carboidrati siano effettivamente finite, ma a una temperatura ambientale
più bassa, il sistema termoregolatore non viene affaticato e la prima
causa di stanchezza è la mancanza di carboidrati. In altre situazioni,
durante gli allenamenti, la fatica può essere ritardata e la prestazione
migliorata con l'assunzione, di bevande formulate in modo opportuno.
La maggioranza degli atleti è portata a credere che i liquidi, una volta
ingeriti, restino all'interno del corpo, ma tecnicamente le sostanze contenute
nel tratto gastrointestinale si trovano al di fuori. La velocità alla
quale i carboidrati, i sali minerali e l'acqua diventano disponibili dipende
dalla velocità di svuotamento e dal livello di assorbimento nel sangue
tramite l'intestino tenue. Tutti questi fattori vanno tenuti presenti in fase
di formulazione. Dei due procedimenti, è probabile che lo svuotamento
gastrico limiti la quantità di liquido da assumere; se i liquidi rilasciati
dallo stomaco sono superiori a quanto l'intestino crasso può assimilare,
per un certo periodo di tempo, si ha diarrea. Tutti gli atleti lo sanno, ma
quando è il momento quasi nessuno riesce ad evitarlo. Esiste, di regola,
una stretta affinità tra svuotamento gastrico e assimilazione intestinale.
Quando questa affinità viene a mancare, si verifica un rilascio eccessivo
di acqua e di energia al colon che provoca disturbi gastrointestinali.
METODI DI MISURAZIONE DELLO SVUOTAMENTO GASTRICO
Esiste un'intera letteratura relativa ai fattori che influenzano la velocità
di svuotamento gastrico da cibi liquidi e solidi, e le risposte a questi studi
sono spesso conflittuali. Ciò è dovuto, almeno in parte, alle
diverse tecniche di misurazione dello svuotamento gastrico; risulta, quindi,
fondamentale considerarle tutte. La stragrande maggioranza degli studi sull'argomento
si concentra sulle tecniche di aspirazione gastrica che si basano sul recupero
del contenuto dello stomaco a intervalli fissi di tempo, dopo l'assunzione di
bevande-test. Un metodo molto lineare. Tuttavia, con la scintigrafia - in cui
si può seguire il movimento di un tracciante radioattivo non assimilabile
aggiunto alla bevanda, così da ottenere delle immagini in sequenza del
passaggio della bevanda nello stomaco - si è dimostrato che lo svuotamento
segue un andamento di tempo esponenziale (Leiper & Maughan, 1988); le tecniche
di aspirazione gastrica che si basano su prelievi ripetuti, forniscono dirette
testimonianze a conferma delle osservazioni (Reher et al., 1989). Il confronto
tra le tecniche di aspirazione e quelle scintigrafiche mostra che i due metodi
danno risultati simili (Beckers et al., 1992).
Dato che l'andamento digestivo è più esponenziale che lineare,
l'interpretazione dei risultati è fortemente influenzata dal momento
in cui vengono fatte le misurazioni. In uno studio effettuato alla stessa ora,
alcuni ricercatori scelsero però intervalli di tempo diversi (che variavano
da 10 a 60 minuti) tra l'assunzione del liquido e il prelievo, rendendo difficile
il confronto tra le diverse bevande e i vari studi.
E' ovvio che la digestione degli alimenti solidi non può essere misurata
con le tecniche di aspirazione e non siamo neppure certi che i traccianti aggiunti
lascino lo stomaco alla stessa velocità del cibo.
Altre tecniche di "imaging", come l'impedenza elettrica e la risonanza
magnetica offrono spunti ma tutte le informazioni che abbiamo a disposizione
riguardano lo svuotamento di liquidi. Esistono, in ogni caso, alcune - seppur
minime - situazioni sportive in cui si consumano alimenti solidi nel corso o
appena prima dell'attività, come il triatlon e le gare ciclistiche.
CONTROLLO DELLO SVUOTAMENTO GASTRICO
All'interno dello stomaco avvengono scambi di acqua, ma non sappiamo se l'assimilazione
sia completa; sappiamo invece che lo stomaco non assimila totalmente alcuni
sostanze, come l'alcol (Karel, 1948). Lo svuotamento gastrico regola la velocità
in cui cibo e liquidi ingeriti vengono rilasciati nell'intestino tenue per l'assimilazione
e il modo in cui vengono modificati dalle secrezioni gastriche. Molti fattori
influenzano la velocità di svuotamento gastrico dei liquidi, alcuni di
essi sono descritti nella Tabella 1. La maggior parte di queste informazioni
sono tratte da studi condotti si individui a riposo; discuteremo in seguito
gli effetti dell'attività fisica.
La natura esponenziale della curva di svuotamento indica l'importanza fondamentale
del contenuto dello stomaco al fine di controllarne la velocità. Nel
momento in cui i liquidi lasciano lo stomaco e quindi diminuisce enormemente
il volume, rallenta anche la velocità di svuotamento gastrico. Riuscire
a mantenere consistente il volume di liquidi favorisce lo svuotamento e continuare
a bere aumenta la velocità di assimilazione degli alimenti da parte dell'intestino
tenue (Reher et al., 1990b; Mitchell & Voss, 1991; Noakes et al., 1991).
Anche la composizione dei liquidi assunti ha un effetto importante sulla velocità
di svuotamento gastrico, che si rallenta se le soluzioni sono ipertoniche (Hunt
& Pathak, 1960), perché provocano un aumento di acidità (Hunt
& Knox, 1969) e di energia (Hunt & Stubbs, 1975). Sembra ben chiaro
che la velocità di svuotamento di soluzioni a base di carboidrati (CHO)
sia più lenta rispetto a quelle a quelle saline isotoniche (McHugh &
Moran, 1979; Brener et al., 1983) sebbene Barker et al., (1974) non avessero
riscontrato differenze nella velocità di svuotamento tra soluzioni isosmotiche
di glucosio e di cloruro di potassio.
Si è molto studiato l'effetto di concentrazioni maggiori di glucosio
sul tempo di svuotamento; la velocità rallenta in proporzione al contenuto
di glucosio e rallenta al diminuire della quantità di liquidi che rimangono
nello stomaco. Alcune ricerche hanno stabilito che la velocità di svuotamento
gastrico diminuisce se il contenuto di carboidrati presente nella bevanda supera
il 2,5% (Costill & Saltin, 1974; Foster et al., 1980), altri hanno mostrato
come lo svuotamento di soluzioni contenenti fino al 10% di glucosio o polimeri
di glucosio non rallenti rispetto all'acqua (Owen et al., 1986; Reher et al.,
1989). Una parte almeno di questa apparente discrepanza è probabilmente
il risultato del modo di condurre questi studi. In altre ricerche, si misurava
la quantità di liquidi che rimanevano nello stomaco a un'ora prefissata
dopo l'assunzione del test drink. Se si somministrava una quantità fissa
di due diverse soluzioni, una diluita e una concentrata, la velocità
di svuotamento iniziale per la soluzione diluita era molto più rapida;
siccome il volume nello stomaco è il fattore principale della velocità
di svuotamento, tale velocità si riduce se il volume diminuisce, ma questo
effetto apparirà meno marcato per la soluzione concentrata che costringe
a uno svuotamento più lento in fase iniziale. Dai risultati ottenuti
con alcune ricerche in cui tutto il periodo di tempo era tenuto sotto controllo,
sembra che le concentrazioni a base di glucosio in eccesso di circa 4-5% rallentino
leggermente lo svuotamento gastrico (Vist & Maughan, 1992). Inoltre, appare
evidente che, sebbene all'aumentare del contenuto di glucosio diminuisca la
velocità di svuotamento, ne consegue un rilascio più veloce di
glucosio (Hunt et al., 1985).
Molti studi si sono avvalsi di traccianti isotopici per studiare il decorso
delle soluzioni ingerite durante gli allenamenti. La maggioranza aveva impiegato
soluzioni concentrate (25-30%) di glucosio, generalmente senza aggiunta di sali
minerali. Era chiaro che tali soluzioni avrebbero lasciato lo stomaco molto
lentamente e non sarebbero state neppure ben tollerate, tuttavia pare che il
glucosio assunto fosse immediatamente disponibile all'ossidazione se si praticava
attività ad intensità pari al 60-70% dell'assorbimento massimo
di ossigeno. Questi studi sono di Maughan nel 1991.
La sostituzione di maltodestrine (polimeri di glucosio a catena corta) con glucosio
semplice può favorire lo svuotamento di soluzioni a base di glucosio
e di sali minerali, riducendone l'osmolarità e mantenendo il contenuto
totale di glucosio. Ciò non trova conferme con altri studi sull'argomento.
In una ricerca effettuata qualche tempo fa, Hunt (1960) non segnalò grandi
differenze nella velocità di svuotamento di soluzioni contenenti quantità
isoenergetiche di glucosio monomerico o di amido. Foster et al., (1980), tuttavia,
affermarono che sostituire con oligomeri di glucosio di 3-4 unità di
lunghezza con glucosio libero (soluzione al 5%), aumentava la velocità
di svuotamento di circa un terzo, ma non si riscontravano differenze tra il
glucosio semplice e i polimeri in soluzioni da 10, 20 e 40%. Questi risultati
appaiono decisamente in contrasto con quelli riportati di recente da Sole &
Noakes (1989); essi scoprirono che una soluzione di polimeri di glucosio al
15% si svuotava più facilmente di una soluzione al 15% di glucosio semplice,
ma soluzioni al 5% di glucosio e al 10% di polimeri si svuotavano alla stessa
velocità. Tali risultati discordanti possono essere stati influenzati
da un altro studio di Foster et al., (1990), che avevano misurato il volume
gastrico totale, compresa una quantità sconosciuta di secrezioni gastriche.
Una maggiore osmolarità della bevanda aumentava la quantità di
secrezioni gastriche (e anche intestinali), e sembra che il volume totale dello
stomaco aumentasse se venivano consumate soluzioni di glucosio piuttosto che
polimeri a parità di quantità di liquido ingerito. In un altro
studio, Naveri et al., (1989) scoprirono la stessa velocità di svuotamento
con soluzioni a base di sali minerali e 3% di carboidrati aggiunti sia sotto
forma di glucosio che di polimeri. Owen et al., (1986) non trovarono differenze
di velocità con soluzioni al 10% di glucosio o di polimeri, nonostante
la maggior osmolarità della soluzione di glucosio semplice. Reher et
al., (1992) notarono simili livelli di svuotamento con soluzioni al 17% di polimeri
di glucosio (313 mosmol/kg) e di glucosio libero (1223 mosmol/kg); tuttavia,
una soluzione del 4,5% di glucosio lasciava lo stomaco più velocemente
di una soluzione al 17% di polimeri con pari osmolarità. Anche se diluite,
le soluzioni di polimeri si svuotano più lentamente dell'acqua, ma Seiple
et al., (1983) riferirono che una soluzione al 7% di polimeri di glucosio con
osmolarità di 216 mosmol/kg si svuotava alla stessa velocità dell'acqua;
tuttavia il primo prelievo fu fatto dopo 30 minuti, periodo in cui quasi il
90% del volume totale si era già svuotato di tutte le varie soluzioni.
In nessuno degli studi sopracitati le soluzioni a base di polimeri risultarono
più lente di quelle a base di glucosio semplice a parità di contenuto
energetico: le soluzioni di polimeri si assorbivano più velocemente anche
quando non c'erano differenze significative.
Per quanto concerne la velocità di svuotamento gastrico, oggi non si
tiene più conto di alcuni elementi che un tempo erano ritenuti importanti,
come la presenza di anidride carbonica e la temperatura delle bevande assunte
(Maughan, (1991). Tali fattori, tuttavia, influenzano la palatabilità
delle bevande, che di conseguenza influenza il consumo.
Riassumendo, tra i fattori che regolano lo svuotamento gastrico dei liquidi,
i più importanti sono la quantità e il contenuto energetico. L'osmolarità
scende in secondo piano e probabilmente esercita poca influenza su tutti i più
comuni sports drink. La sostituzione dei polimeri di glucosio con glucosio semplice
può leggermente aumentare la velocità di assimilazione del liquido
da parte dell'intestino tenue, ma non esistono prove e gli effetti, comunque,
sono sempre di scarsa entità. I fattori che regolano lo svuotamento gastrico
sono stati oggetto di ricerche esaurienti (Murray, 1987; Brouns et al., 1987;
Maughan, 1991).
Tabella 1. Alcuni fattori che influenzano la velocità di svuotamento
gastrico dei liquidi. Esistono molti altri elementi che esercitano il loro effetto,
seppur minore, sul processo.
| Volume |
L'aumento del volume favorisce lo svuotamento gastrico |
| Contenuto energetico |
L'aumento del contenuto energetico rallenta lo svuotamento |
| Osmolarità |
Un aumento netto di osmolarità rallenta lo svuotamento |
| pH |
Più ci si allontana dalla neutralità più si rallenta
lo
svuotamento |
| Esercitazioni |
Esercitazioni molto intense (>70-75% VO2 max) rallentano
lo svuotamento |
| Stress |
Stress mentale e ansia rallentano lo svuotamento |
| Disidratazione |
Rallenta lo svuotamento gastrico; aumenta il rischio di disturbi
gastrointestinali. |
EFFETTI DELL'ATTIVITA' FISICA SULLO SVUOTAMENTO GASTRICO
In confronto a tutta la letteratura che esiste sulla regolazione dello svuotamento
gastrico, sono state effettuate relativamente poche misurazioni per quanto riguarda
la problematica in attività fisica. Costill e Saltin (1974) riferirono
che pedalare per 15 minuti non ha effetto sullo svuotamento gastrico se si è
assunta una bevanda a base di glucosio e sali minerali fino a che non si raggiunga
un'intensità fisica pari al 70% VO2 max; quando si raggiunge l'80-90%
VO2 max, la velocità di svuotamento raggiunge solo il 50% di quella a
riposo. In un altro studio seguito sommariamente, Ramsbottom e Hunt (1974) scoprirono
che 20 min. di esercitazione dura (100W!) riducevano la velocità di svuotamento
di una soluzione di glucosio di 278 mmol/L (5%) in 4 su 6 soggetti. Nel corso
di esercitazioni ciclistiche intermittenti al 74% VO2 max, il tempo del transito
gastrointestinale, stimato attraverso l'analisi dell'idrogeno nel fiato, non
risultava differente di quello a riposo, come pure non vennero riscontrate differenze
tra soluzioni concentrate di glucosio (1000 mmol/L) o soluzioni aromatizzate
diluite /150 mmol/L) (Segale t al., 1985). Mitchell et al., (1989) scoprirono
che un'attività ciclistica prolungata (105 min.) al 70% VO2 max non influenzava
la velocità di svuotamento gastrico di una soluzione al 6% di carboidrati
(4% polimeri di glucosio, 2% saccarosio); i soggetti assunsero circa 620 ml/ora
e la velocità calcolata di svuotamento si avvicinava ai 600 ml/ora. Si
ottennero risultati simili nel corso di esercitazioni intervallate (Mitchell
et al., 1988). La velocità di svuotamento di 1l/ora, pari a più
del 90% della quantità assunta, si può raggiungere nel corso di
attività prolungata (3 ore) al 60% VO2 max in condizioni ambientali calde
(Ryan et al., 1989). Avvelendosi della tecnica di aspirazione gastrica che permette
di misurare il tempo di svuotamento, Reher et al., (1989) affermarono che un
allenamento condotto al 50 o al 70% VO2 max non ha alcun effetto sulla velocità
di svuotamento di acqua zuccherata o di soluzioni a base di carboidrati e sali
minerali, sebbene si noti la tendenza a una diminuzione soltanto per le soluzioni
carboidrati-sali minerali, all'aumentare dell'intensità fisica. I ricercatori
evidenziarono, inoltre, come lo svuotamento gastrico e le secrezioni gastriche
erano le stesse sia per i soggetti allenati che per quelli non.
Se si somministra una soluzione diluita di glucosio e sali minerali etichettata
con 2H2O a riposo o durante attività fisica, il livello di accumulazione
del deuterio nel plasma diminuisce in proporzione all'intensità dell'esercitazione,
e il tempo necessario per raggiungere la più alta concentrazione di deuterio
aumenta all'intensificarsi dell'attività, a una media di 40-80% VO2 max
(Figura 1). Questi risultati lasciano trasparire una necessità minore
di liquidi da assumere durante l'attività; sia lo svuotamento gastrico
che l'assimilazione intestinale o addirittura entrambi potrebbero essere rallentati
(Maughan et al.,1990).
Sebbene siano in molti a credere che l'utilizzo di tecniche con traccianti non
fornisca una misura del movimento reale dell'acqua nell'intestino tenue con
soluzioni differenti (Gisolfi et al., 1990), questa tecnica sembra efficace
se si utilizza la stessa soluzione ma in condizioni diverse.
Tutti gli studi sopraccitati coinvolgono attività ciclistiche, ma sono
state effettuate anche ricerche, anche se poco controllate, sullo svuotamento
gastrico durante la corsa (Campbell et al., 1928). Nel 1967, Fortran e Saltin
stabilirono che la velocità di svuotamento di una soluzione concentrata
di glucosio/sali minerali (740 mmol./L (13.3%) glucosio; 52 mmol/L NaCl) non
si modificava nel corso di una corsa campestre della durata di un'ora al 70%
VO2 max se paragonata con il periodo di riposo; lo svuotamento di acqua semplice
risultava più veloce e leggermente rallentato dall'attività. Costill
et al., (1970) non riscontrarono differenze nella velocità di svuotamento
gastrico tra l'acqua e una soluzione diluita di glucosio/sali minerali durante
una corsa campestre di 2 ore al 70% VO2 max in corridori molto allenati. Anche
Owen et al., (1986) non riscontrarono differenze nella velocità di svuotamento
di soluzioni al 10% di glucosio (586 mosmol/kg) o al 10% di polimeri di glucosio
(194 mosmol/kg) comparata a acqua zuccherata, durante una corsa campestre di
2 ore in condizioni ambientali calde (35 °C) al 65% VO2 max; lo svuotamento
della soluzione di glucosio, ma non le altre, ritardava rispetto ad acqua zuccherata
artificialmente assunta durante un allenamento a temperatura ambiente di 25°C.
In disaccordo con questi risultati, Neufer et al., (1986) scoprirono che 15
min. di corsa al 50 or 70% VO2 max provocavano un aumento della velocità
di svuotamento di soluzioni a base di carboidrati. Più tardi, Neufer
et al., (1989a) confermarono questi risultati per quanto concerne la corsa e
la camminata al 28-65% VO2 max, ma riscontrarono una diminuzione della velocità
di svuotamento quando l'attività era tenuta al 75% VO2 max. Gli stessi
autori dichiararono, inoltre, che un'esercitazione a temperature molto elevate
(49°C) o dopo una disidratazione riduceva lo svuotamento gastrico se paragonata
ad allenamenti a temperature più miti (Neufer et al., 1989b). Questi
risultati sono stati confermati da Rehrer et al., (1990a).
Sole and Noakes (1989) riferirono che lo svuotamento gastrico dell'acqua, ma
non di una soluzione al 10% di polimeri di glucosio veniva ritardata durante
una corsa campestre al 75% VO2 max di 30 minuti; tale risultato è opposto
a quello ottenuto da Rehrer et al., (1989) nelle corse ciclistiche.
Houmard et al., (1991) dichiararono che lo svuotamento gastrico di acqua veniva
ritardato sia per le corse ciclistiche che campestri al 75% di VO2 max, ma il
tipo di attività non aveva effetto sullo svuotamento gastrico di una
soluzione al 7% di carboidrati-sali minerali, che veniva svuotata più
lentamente dell'acqua a riposo ma non durante l'attività. Nonostante
lo studio fosse ben seguito, cioè a dire i soggetti erano gli stessi
sia a riposo che durante i due tipi di esercizio, ha il limite di aver condotto
un unico controllo della quantità di residuo gastrico dopo un'ora .Tuttavia,
anche Rehrer et al., (1990b) non riscontrarono differenza di svuotamento gastrico
tra l'attività ciclistica e la corsa alla stessa media intensità
con ripetute assunzioni di liquidi e vari controlli effettuati durante l'attività.
Come per gli studi suddetti effettuati a riposo, le differenze riscontrate sono
probabilmente un effetto dei diversi momenti di assunzione dei liquidi-campione.
In alcuni di questi studi, il protocollo sperimentale richiedeva ai soggetti
di assumere varie bevande test in tempi stabiliti nel corso di una sola sessione
di allenamento. Non si possono escludere come causa di errori gli effetti dovuti
alla presenza nell'intestino di altre bevande assunte prima (Reher et al., 1989a).
Si pensa che il meccanismo fisico che influenza la funzione gastrointestinale
sia connesso a un aumento del livello di catecolamine e a una ridotta perfusione
dei vasi sanguigni viscerali nel corso di attività molto stancante; situazione
relazionata da Murray (1987).
APPLICAZIONI PRATICHE
Credere che il miglior modo di assumere liquidi per ottenere una buona reidratazione
sia quello di bere frequentemente piccoli sorsi non è supportato dal
fatto che all'aumentare della quantità assunta corrisponda un aumento
della velocità di svuotamento gastrico. Cominciare con un boccone piuttosto
consistente e poi continuare ad assumere, in modo costante, piccole quantità
di cibo al fine di mantenere sempre alto il volume di liquidi nello stomaco
porta inevitabilmente ad aumentare la velocità di assorbimento di acqua
e carboidrati da parte dell'intestino tenue. Alcuni sopportano, più di
altri, quantità consistenti di cibo nello stomaco, il quale, comunque,
può essere educato a consumare quantità maggiori senza problemi.
Bisognerebbe esercitarsi anche ad assumere liquidi subito prima o durante l'attività
nel periodo di riscaldamento precedente a una competizione importante.
Data la disponibilità delle bevande e la tolleranza che ogni individuo
ha, sarebbe meglio iniziare un'attività di resistenza con lo stomaco
quasi pieno. Se possibile, bisognerebbe cercare di regolare la composizione
delle bevande in modo tale che contengano la giusta quantità di carburante
(carboidrati) e di liquidi. Se invece ci si impegna in una gara o una sessione
di allenamento di breve durata (meno di un'ora) in una giornata caldo-umida
bisogna dare la priorità al ripristino di liquidi piuttosto che a quello
di carboidrati: le bevande migliori risultano essere quelle con una percentuale
non elevatissima di carboidrati e sali minerali. Stiamo parlando di soluzioni
isotoniche o ipotoniche, con una percentuale di carboidrati pari al 5, 6%. All'estremo
opposto, un percorso di fondo con gli sci a temperature fredde prevede minime
perdite di sudore e la reidratazione di liquidi diventa secondaria rispetto
al rifornimento di carboidrati. In questo caso, il contenuto di carboidrati
dovrà essere almeno del 10-15%. Questi sono due esempi opposti: la cosa
da fare che va bene in ogni occasione è quella di assumere una bevanda
a base di carboidrati al 5-8%, il giusto compromesso fra reidratazione e rifornimento
di energia. Nella composizione degli sports drink vengono generalmente utilizzati
glucosio, fruttosio, saccarosio e polimeri di glucosio o una mescolanza varia
che ne migliora la palatabilità e l'efficacia. Le bevande che contengono
solo fruttosio sono generalmente da rifiutare in quanto rallentano l'assorbimento
intestinale e possono causare disturbi. La temperatura dei liquidi non svolge
nessuna funzione a livello gastrointestinale, anche se le bevande fresche sono
più gustose. Un'attività sostenuta che richiede una reintegrazione
di liquidi non danneggia necessariamente il sistema gastrointestinale e non
ci sono indicazioni per cui è necessario modificare il tipo e la quantità
della bevanda quando si svolgono attività più o meno intense.
Lo scopo è sempre quello di reintegrare più liquidi persi possibili,
al fine di mantenere le funzioni cardiovascolatorie e termoregolatorie. Ecco
un esempio della quantità minima raccomandata a un corridore impegnato
nella maratona:
Prima della gara (5-10 minuti prima della partenza) 8ml/kg peso corporeo (400-600ml)
Durante la gara - ogni 15-20 min. (ogni 5 km) - 3 ml/kg di peso corporeo (150-250
ml)
Nel corso di attività prolungata a temperature calde, quando le perdite
di sudore superano un litro/ora, seguire queste raccomandazioni rappresenta
veramente il minimo. Nel ciclismo e in tutti gli altri sport dove l'atleta ha
disponibilità di liquidi, si possono consumare anche quantità
maggiori e più frequentemente.
CONCLUSIONI
L'attività influisce in minima parte sullo svuotamento gastrico quanto
viene condotta ad intensità minori al 70% VO2 max; anche ad intensità
maggiori, non ci sono prove sufficienti che stabiliscanoche una diminuzione
è una ragione sufficiente per evitare l'assunzione di liquidi. Poco importa
il tipo di attività, andamenti simili sono riscontrabili sia per quanto
riguarda il ciclismo che la corsa a parità di intensità.
Aumentare il volume di liquido nello stomaco stimola sempre lo svuotamento gastrico;
negli sports drink il contenuto energetico è dato dai carboidrati. L'aggiunta
di carboidrati, soprattutto in forma di glucosio, è fondamentale in quanto
stimola l'assorbimento di acqua nell'intestino tenue e al contempo rappresenta
una fonte energetica per i muscoli sotto sforzo. Aumentando il contenuto di
carboidrati si riduce la velocità di svuotamento e parimenti diminuisce
la velocità di assorbimento, ma a una percentuale di concentrazione piuttosto
ampia (2-10%) tale effetto viene controbilanciato dalla stimolazione dell'assorbimento
a livello dell'intestino tenue, tanto da soddisfare in parte ai bisogni del
muscolo che lavora. Un contenuto maggiore di carboidrati, tuttavia, fa aumentare
il livello di energia. Anche una maggiore osmolarità rallenta lo svuotamento
gastrico, ma è secondaria agli effetti del volume e del contenuto energetico.
La maggiore osmolarità incide sulle secrezioni gastriche, anche se poco
effetto avrà sull'equilibrio liquido. La temperatura delle bevande e
l'aggiunta di gas migliorano la palatabilità ma non hanno praticamente
alcun effetto sulla velocità di svuotamento. Non si dovrebbero, tuttavia,
sottovalutare gli effetti indiretti della palatabilità sulla quantità
di liquido assunto volontariamente.
Ipoidratazione e ipertermia diminuiscono la velocità di svuotamento gastrico
e una buona reidratazione comporta l'assunzione di sufficienti quantità
di liquidi per compensare le perdite di sudore. Se si ritarda la reidratazione
si può incorrere in seri problemi.
Ogni individuo differisce da un altro in quanto a velocità di svuotamento
gastrico e queste differenze influenzeranno la quantità di liquidi da
assumere. Gli atleti possono adattarsi alla quantità da consumare durante
l'attività anche se ognuno dovrebbe sviluppare un regime personalizzato.
Sperimentare nuove bevande o cambiare le dosi è una pratica da seguire
in allenamento, non in gara.
BIBLIOGRAFIA
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Il presente articolo può essere riprodotto solo per scopi educativi
e non per lucro.
SUPPLEMENTO
FATTORI CHE DANNEGGIANO LO SVUOTAMENTO GASTRICO E L'ASSORBIMENTO INTESTINALE
STOMACO
Fattori principali che influenzano la velocità di svuotamento gastrico
dei liquidi:
Volume: (un maggiore quantità comporta una maggiore velocità di
svuotamento)
Contenuto energetico: (un maggiore contenuto di energia rallenta la velocità
di svuotamento)
Osmolarità: (Una maggiore osmolarità rallenta la velocità
di svuotamento)
pH: (Più ci si allontana dal neutro più rallenta la velocità
di svuotamento)
Attività: (>70-75% VO2 max rallenta la velocità di svuotamento)
Stress: (Stress psicologico e ansia rallentano la velocità di svuotamento)
Disidratazione: (rallenta lo svuotamento gastrico) (Aumentano i rischi di disturbi
gastrointestinali)
INTESTINO TENUE
Duodeno (circa 30 cm), intestino digiuno (circa 240 cm), ileo (335 cm)
Luogo principale dove i liquidi vengono assorbiti, almeno il 60%
Fattori che danneggiano l'assorbimento intestinale di liquidi:
Osmolarità: l'assorbimento è al massimo con soluzioni isotoniche
o ipotoniche contenenti glucosio e sodio
Carboidrati: una concentrazione giusta di carboidrati, soprattutto sotto forma
di glucosio, in aggiunta al sodio stimola l'assorbimento
Sodio: aumenta l'assorbimento nel duodeno
Aminoacidi: può migliorare l'assorbimento
Anioni (ioni negativi): il cloruro è l'anione perfetto per incoraggiare
l'assorbimento di liquidi.
Questo articolo é stato tradotto da gssiweb.com sotto la supervisione
del Dr. Nicola Sponsiello