Montesilvano 28/29 ottobre 2005
I Congresso nazionale pediatria: "Il razionale delle integrazioni alimentari negli atleti in età evolutiva"
Review della scarsa letteratura esistente che parte da considerazioni fisiologiche specifiche di questa fascia di età.
Le basi della relazione sono:
1) le epifisi articolari per le loro caratteristiche circolatorie sono maggiormente soggette a danno da microtraumi;
2) la produzione di sudore è inferiore all’adulto e quindi il raffreddamento è meno efficace;
3) il calo delle difese immunitarie, seguente a stress fisico, è superiore che nell’adulto
4) il VO2 max è inferiore di circa il 15% rispetto all’adulto
5) riserve di glicogeno e trigliceridi muscolari modeste, per la modesta massa muscolare.
Si deve quindi programmare il piano di allenamento che tenga conto di questi dati, ovvero: non usare sovraccarichi, sforzi mai massimali, durata dell’allenamento mai tale da esaurire le riserve, riposi più lunghi che nell’adulto.
Data questa come base per l’allenamento dell’atleta in età evolutiva, e considerato che è possibile, e non difficile, rispondere alle necessità nutrizionali del soggetto attraverso la normale nutrizione (purché ben studiata), non si trova giustificazione circa l’utilizzo di integratori alimentari eccezion fatta che per due tipi: 1) idrosalini
2) probiotici.
Gli idrosalini garantiscono ottimali rendimento, raffreddamento e approvvigionamento di ioni con riduzione rischio di traumi e completa assenza di rischi di sovraccarico.
I probiotici risulta che proteggano dalle infezioni tramite effetto anti-immunosoppressivo, in special modo per vie respiratorie ed urinarie.
Diverso è se c’è da sopperire ad una carenza; il ferro, il calcio, lo zinco ed il magnesio possono facilmente essere insufficienti in questi atleti, ma il loro utilizzo sarà conseguente al riscontro di carenze.