Fiuggi, 7/8 ottobre 2005
III Congresso nazionale SIAS: "L?acqua nella dieta degli sportivi agonisti"
La copiosa letteratura che sostiene questa review converge su alcuni dati sostanziali che fanno dell’idratazione l’aspetto più importante della nutrizione dell’atleta.
In condizione di buona idratazione rispetto allo stato di anche lieve disidratazione ci sono.
1) una minore percezione della fatica
2) una minore frequenza cardiaca
3) una migliore termoregolazione.
Considerato che solo a frequenze altissime di lavoro l’assorbimento dell’acqua è inibito si evince che bere è comunque utile anche durante l’esercizio.
E’ bene però che siano rispettate alcune caratteristiche dei fluidi assunti:
1) temperatura tra i 10 e i 28 gradi
2) non gasati
3) con residuo fisso tra i 500 e i 700 mg/l
4) più isotonica possibile
5) lievemente alcalina.
I Sali contenuti dovranno essere copiosamente rappresentati. In particolare il sodio, alla giusta dose: tra 30 e 60 mg/100ml; il potassio, anch’esso perduto abbondantemente col sudore, senza il quale l’assorbimento dei fluidi è rallentato; il magnesio, decisivo per il la produzione di energia; il bicarbonato di sodio, assai utile per la sua azione tampone.
Il riferimento per stabilire la corretta idratazione è la perdita di peso corporeo: è bene non arrivare mai a perdere più del 2% del peso di partenza.
Ha senso la pre-idratazione, ma per renderla efficace va fatta moderatamente e in presenza di nutrienti.
L’acqua è importante ma considerato che la massima efficacia reidratativa si ha con una piccola dose di zuccheri e con elevate quote di sali gli sport-drinks rappresentano il miglior compromesso per idratarsi durante sport.